My Forza Italia will go on
Racconti, satira e materiale per sopravvivere tra sesso, droga, politica. By Davide Valenti
sabato 16 novembre 2013
mercoledì 6 novembre 2013
I miei figli si sentirebbero (discriminati)
Come noto, il pregiudicato più famoso d'Italia ha sparato l'ultima sua perla dicendo che i suoi figli si sentono "come gli ebrei sotto il nazismo" perché perseguitati. Marina Berlusconi come Anna Frank, insomma.
Per quanto mi riguarda, i miei figli - se ne avessi - si sentirebbero discriminati perché non riconosciuti da uno stato che non comprende diritti civili per famiglie di fatto.
E comunque, anche in quel caso, non credo si sentirebbero preda di Hitler. Al massimo, delle cazzate che continua a sparare il pregiudicato.
Per quanto mi riguarda, i miei figli - se ne avessi - si sentirebbero discriminati perché non riconosciuti da uno stato che non comprende diritti civili per famiglie di fatto.
E comunque, anche in quel caso, non credo si sentirebbero preda di Hitler. Al massimo, delle cazzate che continua a sparare il pregiudicato.
venerdì 18 ottobre 2013
Decadenza civica
"Non posso non intendere la dichiarazione degli `undici più uno´ senatori come una mozione di sfiducia nei miei confronti". La litote un po' barocca di Mario Monti è l'ultimo (forse?) suo contributo come leader di Scelta Civica. In guerra aperta con Mario Mauro e l'"ala dei popolari" che strizza l'occhio al Pdl, il professore annuncia di dimettersi da Sc per iscriversi al gruppo misto.
Senatore a vita e premier dopo un giorno dalla nomina. Leader di un partito senza essere candidato in nessuna circoscrizione, ma presente soltanto nel simbolo, per la serie: un nome, una garanzia. Prestato alla politica con un tono come a dire "lo dovevo fare", twittatore per necessità, protagonista controvoglia di un "prima e dopo" Empy (il cane che gli mise in braccio Daria Bignardi), Monti è infine stato mangiato dai suoi commensali.
Al netto delle colpe e delle pugnalate di chi con Monti ha tessuto dei rapporti, Scelta Civica è rimasta una grande incompiuta, un ennesimo tentativo di costruire un centro artificale equidistante dalle "ali estreme", come Monti le ha spesso chiamate. Per lui, la creazione di Sc significava un'innovazione nella politica italiana e una vera alternativa all'immobilismo. Ci sembra che il risultato sia l'esatto contrario. I conti non tornano, come lo spread.
Senatore a vita e premier dopo un giorno dalla nomina. Leader di un partito senza essere candidato in nessuna circoscrizione, ma presente soltanto nel simbolo, per la serie: un nome, una garanzia. Prestato alla politica con un tono come a dire "lo dovevo fare", twittatore per necessità, protagonista controvoglia di un "prima e dopo" Empy (il cane che gli mise in braccio Daria Bignardi), Monti è infine stato mangiato dai suoi commensali.
Al netto delle colpe e delle pugnalate di chi con Monti ha tessuto dei rapporti, Scelta Civica è rimasta una grande incompiuta, un ennesimo tentativo di costruire un centro artificale equidistante dalle "ali estreme", come Monti le ha spesso chiamate. Per lui, la creazione di Sc significava un'innovazione nella politica italiana e una vera alternativa all'immobilismo. Ci sembra che il risultato sia l'esatto contrario. I conti non tornano, come lo spread.
domenica 13 ottobre 2013
sabato 28 settembre 2013
La crisi del sabato sera
La crisi - di governo - ruffiana e (poco) leggera del sabato sera.
lunedì 16 settembre 2013
Perché D'Alema?
A Ottoemezzo si continua con le vecchie glorie. Dopo l'ennesima ospitata di Eugenio Scalfari, che ha pontificato più di Francesco che gli ha telefonato, è la volta di Massimo D'Alema, che con la sua consueta superbia ci fa sapere di essere a Bruxelles per un convegno ("E stacce", verrebbe da dirgli") e di guardare per fortuna con distacco le miserie italiane quando è all'estero per il suo lavoro. Che coraggio. Il tutto, come sempre o quasi, condito senza azzeccare un congiuntivo, alla faccia dei suoi studi alla Normale.
La domanda, però, è una sola: perché si continua a intervistare D'Alema?
La domanda, però, è una sola: perché si continua a intervistare D'Alema?
martedì 27 agosto 2013
Flicker e Gogol

Il governo "apre" a Flickr e pubblica sul network 12 foto del Cdm. A parte il primo commento che mi verrebbe, ossia mai più senza, l'Ansa titola Flicker e affianca così Berlusconi e il suo Gogol detto per citare Google.
Ma tanto lo sappiamo, è tutta colpa del "popolo della Rete", immaginaria creazione di quelli che scrivono Flicker, per esempio.
Mimmo Munnizza, il "compagno che sbaglia"
Domenico Scilipoti, o se preferite "Mimmo Munnizza", epiteto datogli dai suoi ex colleghi dell'Idv, è pronto a un nuovo salto della quaglia. Mimmo salvò Silvio e ora è pronto a salvare Letta e il suo governo, come fa capire al bravo Luca Sappino nella sua intervista per l'Espresso.
Non c'è da stupirsi, in fondo. C'è chi pensa Scilipoti faccia sul serio, c'è chi crede sia un gioco per alzare la posta, c'è chi si indigna, Massimo Gramellini in primis sul suo Buongiorno. Ciò che temo io è diverso: temo che Scilipoti, da soggetto di battute e improperi di ogni genere per il suo salto senza rete verso il Pdl (memorabile la sua corsa in Aula, come da foto) possa essere rivalutato a (centro) sinistra per questo gesto. Già immagino i toni del tipo "compagno che sbaglia". Già immagino un D'Alema che nella sua saccenza commenta con soddisfazione del tipo "Scilipoti costola del Pd". Sono parole un po' forzate le mie, ma forse non così tanto.
Del resto, in uno schieramento dalle mille anime e di allure sempre più neodemocristiano, quale sta diventando il Pd, uno come Mimmo Munnizza infine non starebbe nemmeno così male. Omofobo come Fioroni, tanto per fare un esempio. Interventista come Boccia, tanto per farne un altro. "Spero che il Signore ci illumini", risponde Scilipoti a Sappino in chiusura d'intervista. Lo spero anch'io, in direzione opposta a quella che Mimmo Munnizza ha in mente.
Non c'è da stupirsi, in fondo. C'è chi pensa Scilipoti faccia sul serio, c'è chi crede sia un gioco per alzare la posta, c'è chi si indigna, Massimo Gramellini in primis sul suo Buongiorno. Ciò che temo io è diverso: temo che Scilipoti, da soggetto di battute e improperi di ogni genere per il suo salto senza rete verso il Pdl (memorabile la sua corsa in Aula, come da foto) possa essere rivalutato a (centro) sinistra per questo gesto. Già immagino i toni del tipo "compagno che sbaglia". Già immagino un D'Alema che nella sua saccenza commenta con soddisfazione del tipo "Scilipoti costola del Pd". Sono parole un po' forzate le mie, ma forse non così tanto.
Del resto, in uno schieramento dalle mille anime e di allure sempre più neodemocristiano, quale sta diventando il Pd, uno come Mimmo Munnizza infine non starebbe nemmeno così male. Omofobo come Fioroni, tanto per fare un esempio. Interventista come Boccia, tanto per farne un altro. "Spero che il Signore ci illumini", risponde Scilipoti a Sappino in chiusura d'intervista. Lo spero anch'io, in direzione opposta a quella che Mimmo Munnizza ha in mente.
giovedì 22 agosto 2013
Paese
(fonte: quink.it)
Esiste un paese nel quale il suo governo di larghe intese è tenuto in scacco da un pregiudicato, il quale dev'essere peraltro messo malissimo, dato che ora si aggrappa alla Costituzione che ha sempre deriso e detto di dover cambiare. Esiste un paese nel quale il premier e il vicepremier fanno un vertice bilaterale, come fossero il primo ministro inglese e quello francese.
Esiste un paese nel quale la visione strategica del suo governo si basa sull'eliminazione o meno della rata dell'Imu sulla prima casa.
Esiste un paese nel quale il medioevo è vivo e vegeto: non soltanto nei suoi borghi, ma nel pensiero intollerante dei gruppi politici cattolici, i quali non fanno onore al pensiero cattolico stesso.
Esiste un paese nel quale le forze politiche ogni fine d'agosto vanno a fare l'inchino a un meeting che in qualsiasi altro luogo sarebbe di importanza dimezzata.
Esiste un paese nel quale la destra è l'opposto di legge e ordine e la sinistra è l'opposto di progressismo.
Questo paese è l'Italia e tutto il mondo ci sta pigliando per il culo. E ce lo meritiamo.
venerdì 2 agosto 2013
L'Italia che vogliamo
Ieri sera a Berlusconi "cassato", come recita il geniale titolo del Manifesto, è stato permesso di mandare in onda un videomessaggio, manco fossimo a Pyongyang.
Detto ciò, nel videomessaggio Berlusconi chiedeva, da piccolo fiammiferaio, "è questa l'Italia che vogliamo?". Sì, per quanto mi riguarda. Ma l'Italia che voglio è anche quella dell'imprenditore cattolico Umberto Costamagna, che nel suo call center di Pistoia ha deciso di estendere i congedi matrimoniali anche ai gay, a valle del caso di una sua dipendente. Scherzandoci sopra col parroco, come lui dichiara al Corriere della Sera (QUI).
L'Italia che voglio è anche questa. E non è certo l'Italia dei videomessaggi e di un "esercito" che non capisce nemmeno le sentenze e - sbagliandosi - urla di gioia come allo stadio.
Detto ciò, nel videomessaggio Berlusconi chiedeva, da piccolo fiammiferaio, "è questa l'Italia che vogliamo?". Sì, per quanto mi riguarda. Ma l'Italia che voglio è anche quella dell'imprenditore cattolico Umberto Costamagna, che nel suo call center di Pistoia ha deciso di estendere i congedi matrimoniali anche ai gay, a valle del caso di una sua dipendente. Scherzandoci sopra col parroco, come lui dichiara al Corriere della Sera (QUI).
L'Italia che voglio è anche questa. E non è certo l'Italia dei videomessaggi e di un "esercito" che non capisce nemmeno le sentenze e - sbagliandosi - urla di gioia come allo stadio.
mercoledì 17 luglio 2013
venerdì 12 luglio 2013
Il pene del Papa

Il Televideo Rai, che da quando internet si è largamente diffuso credo guardi soltanto mio padre, avrà avuto un picco di accessi dopo questa gaffe, sublime, sulle pene del Papa contro la pedofilia. E forse il direttore avrà passato un brutto quarto d'ora.
martedì 25 giugno 2013
La Boccia vuota
Un altro dei motivi per il quale il governissimo bisognerebbe boicottarlo è Francesco Boccia in Di Girolamo, il quale oggi ha scambiato gli F35 per degli elicotteri. E' quasi più di sinistra sua moglie, che per ora si è limitata a dare dei contadini all'intera popolazione del Veneto.
Naturalmente Boccia è a favore degli F35, avevate dubbi?
Naturalmente, Boccia è un altro dei cavalli perdenti sui quali puntò D'Alema. Per dire.
domenica 23 giugno 2013
La sedia vuota
This seat is taken. Ora però è vuota perché tengo mucho trabajo e non mi chiamo Joseph Ratzinger (papa Francesco).
lunedì 17 giugno 2013
Tanto non ci cacciano
Come noto, non ho molta simpatia per Enrico Letta, né per il suo governissimo, né tantomeno per il solito poco concludente G8. Ma proprio oggi, mentre Letta esordisce in Irlanda a colloquio con Obama, Cameron e gli altri "grandi", Silvio Berlusconi torna a rubare le scene tuonando contro l'Euro e l'Ue, nel suo classico modo da arcitaliano: sforiamo pure i parametri, tanto non ci cacciano.
Fosse pure vero, è comunque il peggiore biglietto da visita per un Paese, il nostro, che cerca di recuperare terreno internazionale soprattutto per colpa di Berlusconi: il quale, è vero, nessuno è riuscito a cacciare. Anzi, ci si fa un governo insieme. Eccone i risultati.
Fosse pure vero, è comunque il peggiore biglietto da visita per un Paese, il nostro, che cerca di recuperare terreno internazionale soprattutto per colpa di Berlusconi: il quale, è vero, nessuno è riuscito a cacciare. Anzi, ci si fa un governo insieme. Eccone i risultati.
Il Letta sbagliato
Il Belfast Telegraph, nel suo speciale G8 delle pagine interne, sbaglia Letta e mette la foto di zio Gianni invece che quella di Enrico (e già che c'è gli dà 56 anni).
Siamo sicuri che sia davvero un errore?
Siamo sicuri che sia davvero un errore?
domenica 16 giugno 2013
La musica è finita
L'orchestra sinfonica nazionale della Grecia chiude dopo 75 anni per mancanza di soldi. Pochi giorni fa era toccato alla tv di stato Ert. La musica è finita. Altri lavoratori a casa, come la violinista nella foto, in lacrime durante l'ultimo concerto. Con la cultura non si mangia più, ma nessuno, pare, sia realmente preoccupato. Né della Grecia, né di quanto sta succedendo a Istanbul. C'è un G8 di mezzo, chissenefrega.
martedì 11 giugno 2013
Strade dell'Est
Il pugno di ferro di Erdogan in piazza Taksim. La tv greca di stato Ert che chiude. La legge anti gay in Russia votata all'unanimità dalla Duma. Da est nulla di buono, oggi. E non c'è un cazzo da andare a letto sereni, per nulla.
lunedì 10 giugno 2013
Treviso non è più Hazzard
No, non parlo della vittoria di Ignazio Marino a Roma, netta seppur oscurata dall'astensionismo imbarazzante, e nemmeno del 16 a 0 Pd-Pdl che nonostante ciò non può e non deve illudere il centrosinistra. Parlo della vittoria del Pd a Treviso, feudo per 20 anni di Giancarlo Gentilini, un signore che ha fatto della pulizia etnica, dai "negri" (cit.) agli omosessuali, il suo cavallo di battaglia.
Oggi Treviso non è più Hazzard e Gentilini ha detto che si ritira. Un Generale Lee che sfrecci per la Marca lo troverà.
Oggi Treviso non è più Hazzard e Gentilini ha detto che si ritira. Un Generale Lee che sfrecci per la Marca lo troverà.
mercoledì 29 maggio 2013
Iscriviti a:
Post (Atom)
















