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venerdì 2 agosto 2013

L'Italia che vogliamo

Ieri sera a Berlusconi "cassato", come recita il geniale titolo del Manifesto, è stato permesso di mandare in onda un videomessaggio, manco fossimo a Pyongyang.
Detto ciò, nel videomessaggio Berlusconi chiedeva, da piccolo fiammiferaio, "è questa l'Italia che vogliamo?". Sì, per quanto mi riguarda. Ma l'Italia che voglio è anche quella dell'imprenditore cattolico Umberto Costamagna, che nel suo call center di Pistoia ha deciso di estendere i congedi matrimoniali anche ai gay, a valle del caso di una sua dipendente. Scherzandoci sopra col parroco, come lui dichiara al Corriere della Sera (QUI). 
L'Italia che voglio è anche questa. E non è certo l'Italia dei videomessaggi e di un "esercito" che non capisce nemmeno le sentenze e - sbagliandosi - urla di gioia come allo stadio. 

domenica 23 giugno 2013

La sedia vuota

This seat is taken. Ora però è vuota perché tengo mucho trabajo e non mi chiamo Joseph Ratzinger (papa Francesco).


lunedì 10 giugno 2013

Treviso non è più Hazzard

No, non parlo della vittoria di Ignazio Marino a Roma, netta seppur oscurata dall'astensionismo imbarazzante, e nemmeno del 16 a 0 Pd-Pdl che nonostante ciò non può e non deve illudere il centrosinistra. Parlo della vittoria del Pd a Treviso, feudo per 20 anni di Giancarlo Gentilini, un signore che ha fatto della pulizia etnica, dai "negri" (cit.) agli omosessuali, il suo cavallo di battaglia. 
Oggi Treviso non è più Hazzard e Gentilini ha detto che si ritira. Un Generale Lee che sfrecci per la Marca lo troverà. 

domenica 28 aprile 2013

lunedì 1 aprile 2013

Onida, dice il saggio

In un Ottoemezzo di Pasquetta, Lilli Gruber e Stefano Feltri tentano, invano, di fare dire a Valerio Onida ciò che non può o che non sa dire. Appurato dalla sua bocca che non sappiamo ancora se Napolitano si aspetta dai saggi un documento scritto o che altro (perché questo, diciamolo, era il tono delle domande da studio) Onida, che per me è forse l'unico saggio dei saggi scelti dal presidente della Repubblica, cerca per quanto può di sgonfiare la pressione sui due gruppi ristretti e, soprattutto, di richiamare alcuni concetti importanti. Ad esempio: 
"Non spetta ai saggi fare decreti, la legge elettorale la cambieranno i partiti" (se finalmente la cambieranno, aggiungo).
Oppure, con modestia, ma anche con realismo: "Non aspettatevi chissà cosa, si cerca di fare il meglio possibile".
E ancora, risvegliando lo smacchiagiaguari: "Tecnicamente il preincarico a Bersani non è finito, ne è stato revocato" (che poi si ripristini, è un altro discorso). 
E ancora, con stilettata a Grillo: "Il parlamento è giovane e non ha bisogno di badanti, semmai di baby sitter".
E aggiungo: lavorate, neoletti. Non sono i saggi a doversi occupare, ad esempio, di diritti civili, immigrazione, omofobia. Voi, invece, sì. 

sabato 16 marzo 2013

16 marzo: via Fani, kosen rufu e Laura Boldrini

Il 16 marzo è una giornata per me speciale, che io divido tra il dolore per l'anniversario della strage di via Fani e la gioia per il giorno di kosen rufu, il principale scopo del buddismo giapponese che pratico, ossia la pace nel mondo attraverso la rivoluzione umana di ogni singola persona. 
Ed è anche per questo che oggi, 16 marzo 2013, provo gioia nell'elezione di Laura Boldrini a presidente della Camera. E di Boldrini voglio ricordare una delle sue frasi pronunciate durante il suo discorso di insediamento, quella che più mi ha colpito e quella che ha fatto alzare in piedi tutta l'aula: "Dovremo farci carico dell'umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore".
Oggi non mi interessa, troppo, il dato politico dell'elezione di Boldrini e Grasso: la strategia azzeccata del Pd, il peso dei giovani del partito, il nervosismo del M5S, il declino suicida di Monti. Tutto vero, ma oggi mi interessa più di tutto questa frase. 
In bocca al lupo a Laura Boldrini. 

sabato 8 dicembre 2012

Cameron, il gay bolscevico dell'Immacolata

Leggete cosa dice David Cameron sui matrimoni gay. Il soggetto, come noto, è un pericolosissimo bolscevico d'Oltremanica, roba da fare impallidire i gulag. E noi, nel frattempo, non siamo nemmeno in grado di approvare una legge anti omofobia. Né, peraltro, una qualsiasi legge elettorale. Buona Immacolata. Soprattutto ai nostri conservatori che credono di essere migliori di Cameron.
(foto dalla pagina Twitter di Matteo Bordone)



mercoledì 31 ottobre 2012

Bentornato Pippo Gianni

Le elezioni in Sicilia non hanno soltanto portato astensionismo, 15 "zitelle acide" del Cinquestelle e un presidente antimafia, ma il ritorno all'Ars di Pippo Gianni, del quale da deputato si ricordano soltanto due (memorabili, purtroppo) cose: 
Il suo "le donne non ci devono scassare la minchia" nell'ambito del dibattito sulle quote rosa;
Il suo "ero andato a misurarmi la pressione" quando il governo Berlusconi è andato sotto in aula sul voto per il rendiconto dello stato.
Chissà che combinerà a palazzo d'Orleans.

venerdì 26 ottobre 2012

giovedì 11 ottobre 2012

Tizzoni ardenti

Marco Tizzoni, l'ex consigliere comunale di Rho (Milano, in pieni terreni Expo 2015) eletto con una lista civica vicina alla Lega e che rifiutò i soldi dalla 'ndrangheta, da giorni fa notizia. Per non avere accettato di essere corrotto. Per essere pecora bianca in un mondo di pecore nere. Perché la Lombardia è un'eccellenza, dice il suo presidente con un incarico più lungo di quello del Turkmenistan.

E' lo stesso Tizzoni il primo a stupirsene, come ha dichiarato poco fa a Otto e 1/2. Dovremmo provare a stupircene anche noi.

sabato 7 luglio 2012

CamuSquinzi


"Da un governo tecnico mi sarei aspettato cose che non sono state ancora fatte, per esempio nel sostegno alla ricerca".

"Evitare la macelleria sociale".

"Possibile la patrimoniale".

Sono parole di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. Per parafrasarlo, da un governo tecnico non mi sarei aspettato che spingesse Squinzi sulla (non proprio, naturalmente) stessa linea di Susanna Camusso. I miracoli dei professori.

venerdì 6 aprile 2012

L'Umberto dopo Silvio: il tramonto dei totem

Anche i totem, abbiamo visto, hanno la loro data di scadenza. E' il turno di Umberto Bossi, che da leone ferito accusa i magistrati di Roma ladrona, incolpa se stesso di aver scelto i figli prima della Lega e, con un colpo di coda, lascia un velo di suspence sulla sua ricandidatura. Che non avverrà. Ma Bossi, come il suo amico (e a volte nemico) Silvio Berlusconi, non può e non vuole uscire di scena, almeno non del tutto.


I due, entrambi in età da bocciofila, sanno di essere sul viale del tramonto: infatti, mettono in scena un dialogo a distanza in pieno stile De Amicis. Per Silvio, le dimissioni di Umberto sono "un colpo al cuore". Umberto ricambia, dicendo: "Berlusconi ci sarà rimasto male". 


Oggi, a pochi mesi di distanza dalle dimissioni di Berlusconi, la politica perde l'altro leader dei partiti fondati sul capo, seppur molto diversi. Forza Italia nacque in laboratorio, la Lega dai mal di pancia popolari che Bossi seppe intercettare. Dalla parte di Berlusconi, manager rampanti e starlette. Da quella di Bossi, dentisti bergamaschi e pasionarie badanti. Di qui, i circoli della Libertà, dei quali ancora è incerta l'esistenza. Di qua, le sezioni valligiane che fomentavano il popolo delle partite Iva. In comune, una grande strategia comunicativa, finché è durata. E finché, soprattutto per la Lega, non è tornata indietro con il "così fan tutti" dello scandalo che stiamo scoprendo in questi giorni. Il bello, probabilmente, deve ancora venire. E forse, data la vena mitologica della Lega, non è da escludersi un'epurazione in stile rupe tarpea di un po' della sua classe dirigente. Tanto per cominciare, Luca Zaia ha dato la sua opinione sul Trota Renzo Bossi, dicendo:  "In famiglia ne basta uno. Sennò, facciamo come i baroni dell'università o come negli ospedali". Un altro colpo al cuore per il Senatùr. Sipario. 

sabato 24 dicembre 2011

Un natale senza tiranni

Il 2011 è stato un anno importante. Ci ha privati di soggetti come Osama Bin Laden, anche se sarebbe stato molto meglio prenderlo vivo invece che morto (vero Mr. Nobel per la pace Obama?). Ha ridato speranza al bacino del Mediterraneo con la fine dei regimi di Hosni Mubarak e, soprattutto, di Gheddafi. Ha registrato, pochi giorni fa, la morte del "caro leader" Kim Jong Il: ora la Corea del Nord sarà retta da un "triumvirato"con a capo il figlio, che sembra uno di quei bambini viziati in sovrappeso. Potrebbe dimostrarsi cruento quanto il padre, ma anche no.

Sono inoltre caduti "regimi" democratici come il nostro, o come quello di Jadranka Kosor in Croazia, ossia Silvio senza televisioni, ma con gli stessi problemi di corruzione e la stessa follia a dire che un paese con il 23 per cento di disoccupazione è florido. I croati, stavolta, non hanno gradito. E oggi oltre 100mila russi hanno fatto sentire il loro fiato sul collo a Vladimir Putin. Chissà se la fine del 2011 o l'inizio del 2012 non ci portino qualche altra buona notizia.

lunedì 8 agosto 2011

Le "Taxi sisters" di Dakar

In un agosto ravvivato (diciamo così) dalla crisi finanziaria, nulla resta come sempre oltre alla cronaca nera, ai baci vip e alle sagre della porchetta. Per fortuna ci sono siti d'informazione come Lettera 43 (ma non soltanto) che pubblicano reportage interessanti, che faranno pochi click, ma danno il valore aggiunto al sito. Ad esempio, questo reportage sulle "Taxi sisters" di Dakar: donne taxiste il cui progetto doveva essere un fiore all'occhiello della capitale del Senegal e che oggi si barcamenano tra parecchie difficoltà, ma con tenacia.

QUI l'articolo di Lettera 43

venerdì 10 giugno 2011

Bentornato Corrado

Corrado Guzzanti torna stasera sul piccolo schermo con Aniene su SkyUno. Questo è un video pubblicato su Repubblica Tv dove Corrado "traduce" lo spot per non udenti relativo ai referendum del 12 e 13 giugno. C'è da ammazzarsi dal ridere. Preferirò sempre lui a Sabina, senza offesa.

VIDEO

mercoledì 1 giugno 2011

Il sole che ride

La cassazione dà l'ok ai referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento. Ora tocca a noi


Il vento è cambiato e il sole ride. Dopo i risultati delle amministrative, arriva l'ok della cassazione per i referendum del 12 e 13 giugno. Andiamo a votare e a votare sì per superare il quorum e continuare a dire la nostra. Libertà, cantava Gaber, è partecipazione.

Nella foto Claudio Santamaria che insieme a molti altri artisti ha posato per Greenpeace contro il nucleare in Italia.

Ma i referendum del 12 e 13 non sono soltanto nucleare: sono acqua e legittimo impedimento. Vi pare poco?

martedì 31 maggio 2011

Tutta colpa di Pisapia

L' "onda arancione" che ha investito Milano e l'Italia. Il ruolo fondamentale del web. La calma mai perduta di fronte agli attacchi beceri che si sono trasformati in boomerang

Confesso, non ho più scritto per ragioni scaramantiche ed ora, da ieri sera, posso riprendere.

Giuliano Pisapia non ha sbagliato nulla. Non è caduto nelle provocazioni ridicole di Zingaropoli, Milano mecca dei gay, stanze del buco e altre sciocchezze. Non si è piegato all'avversario, né lo ha deriso. Ha semplicemente risvegliato una grossa fetta di città che era come anestetizzata da vent'anni di centro destra e di promesse mai mantenute. E ha creato, giorno dopo giorno, un' "onda arancione" diventata negli ultimi giorni irresistibile.

Mai era successo che piazza Duomo si riempisse più volte per un sindaco che tutti, oramai, chiamano Giuliano. Se Letizia Moratti ci ha messo del suo per perdere e i suoi colleghi le han dato una grossa mano, Giuliano al contrario è andato avanti ad ascoltare le persone, cosa che Moratti naturalmente, essendo sindaco da salotto (e da "cricca del cemento") non ha mai fatto.

E poi la rete. Questa è stata una campagna elettorale dove il web è stato determinante. La squadra di Pisapia lo ha capito da subito, Stefano Boeri - suo avversario alle primarie - ha dato una mano enorme e, secondo me, una gran lezione ai burocrati del Pd che se rimangono a scribacchiare teorie nel loft di S.Anastasia è meglio per tutti. E il popolo della rete ha risposto alla grande, ridicolizzando le offese assurde degli avversari, sbeffeggiando Red Ronnie, inventando la favola di Sucate e gli aneddoti "Tutta colpa di Pisapia" e così via.

L' "onda arancione" ha investito tutta Italia e i risultati sono quelli che conosciamo. Il vento è cambiato davvero. Sta a Pisapia e a tutti noi continuare a cavalcarlo. Oggi però io, milanese da sette anni, posso dire che questa è la mia città e Giuliano è il mio sindaco.

lunedì 4 aprile 2011

Obama: it begins with us

Il presidente Usa si ricandida e dice che tutto comincia da noi. Un concetto talmente banale quanto complicato e spesso non praticato

"It begins with us", ossia "comincia da noi", è il titolo del filmato che Barack Obama ha fatto realizzare per il suo sito web e la sua pagina di Facebook. Con questo video, dove non appare lui, ma i suoi sostenitori, il presidente Usa lancia con 20 mesi di anticipo la sua campagna per ricandidarsi alle presidenziali 2012. Peraltro, in uno dei momenti di sua più bassa popolarità.

Obama non sarà stato il miglior presidente Usa. Sicuramente non è stato il peggiore e ha vinto, tre anni fa, una scommessa che appariva impossibile. Chissà se la rivincerà. Il suo slogan "tutto comincia da noi" mi tocca anche perché è uno dei cardini del buddismo che pratico. E' un concetto talmente banale quanto complicato da attuarsi, perché è sempre più comodo lamentarsi o incolpare gli altri. Obama, questo, non lo ha mai fatto. La nostra lunga serie di politici italiani, sì. Grazie Barack.