giovedì 29 dicembre 2011

Il genero ideale: grazie, no

Siamo passati dai satiri ai timorati di Dio che parlano poco e vestono banale. E' questo ciò che più temo

 

Siamo passati dai (ridicoli) contratti con gli italiani di Silvio Berlusconi a Porta a Porta ai grafici illustrati da Mario Monti, che durante la conferenza di stampa di fine anno con i giornalisti ha pensato di essere di nuovo in Bocconi e si è messo a tenere una lezione sullo spread, aggiungendo che non lo demonizza né quando sale, né quando scende. Che è un po', con parole diverse, ciò che diceva Berlusconi. Cambiare tutto per cambiare nulla? Naturalmente no. Il solo pensiero di non vedere più nelle istituzioni nani e ballerine del circo barnum berlusconiano è stato un sollievo per tanti, me compreso. Era necessario, ma non è sufficiente.

Non mi addentro in considerazioni da economista perché non lo sono, né in accuse di non tagliare dove si potrebbe, anzi dovrebbe (la difesa, ad esempio) perché illustri politici lo dicono e lo ripetono. Faccio una semplice considerazione socio-linguistica. Nel corso della conferenza, Monti ha abbozzato una battuta che faceva più o meno così: Per i tedeschi sono il genero ideale. Parlo poco, vesto banale. Intanto, è vero. Ed è la cosa che più di tutte non mi piace.

Sembra che in Italia o esistono i satiri alla Berlusconi o i "generi ideali" timorati di Dio alla Monti. Non è così ed io sono stanco dei generi ideali: quelli che vanno bene per ogni stagione, che ti dicono "dobbiamo fare così" senza però scomodare chi non bisogna scomodare perché magari non sta bene farlo. Sono tanti i generi ideali, in ogni campo. Quelli alla Beppe Severgnini, ad esempio, che scrivono su tutto e su tutti e ti vogliono spiegare il senso delle cose, o come loro credono il buonsenso. Quelli alla Fabio Fazio, che ha certamente il merito di portare in tv personaggi che mai vi andrebbero, ma forse perché gli stessi già sanno che saranno incensati. Ma parlo anche di persone non famose che conosco, anche amici che magari dicono che "devono" fare una cosa perché in fondo è giusto così. E se non lo fosse? E se il genero ideale fosse semplicemente qualcuno di onesto e corretto, a prescindere dalla sua vita privata e dalle sue credenze? Per me è così e non mi identificherò mai con i generi ideali di cui sopra.

sabato 24 dicembre 2011

Un natale senza tiranni

Il 2011 è stato un anno importante. Ci ha privati di soggetti come Osama Bin Laden, anche se sarebbe stato molto meglio prenderlo vivo invece che morto (vero Mr. Nobel per la pace Obama?). Ha ridato speranza al bacino del Mediterraneo con la fine dei regimi di Hosni Mubarak e, soprattutto, di Gheddafi. Ha registrato, pochi giorni fa, la morte del "caro leader" Kim Jong Il: ora la Corea del Nord sarà retta da un "triumvirato"con a capo il figlio, che sembra uno di quei bambini viziati in sovrappeso. Potrebbe dimostrarsi cruento quanto il padre, ma anche no.

Sono inoltre caduti "regimi" democratici come il nostro, o come quello di Jadranka Kosor in Croazia, ossia Silvio senza televisioni, ma con gli stessi problemi di corruzione e la stessa follia a dire che un paese con il 23 per cento di disoccupazione è florido. I croati, stavolta, non hanno gradito. E oggi oltre 100mila russi hanno fatto sentire il loro fiato sul collo a Vladimir Putin. Chissà se la fine del 2011 o l'inizio del 2012 non ci portino qualche altra buona notizia.

domenica 18 dicembre 2011

Vaclav Havel, l'uomo di velluto

Oggi ci ha lasciati Vaclav Havel, uno dei pochi leader dell'est europa che noi "occidentali" ricordiamo e ricordiamo con piacere. Charta 77, la "rivoluzione di velluto", il carcere, la drammaturgia, la presidenza della Cecoslovacchia e poi della Repubblica Ceca, l'amicizia con il Dalai Lama, il ritiro dalla vita pubblica per scrivere l'ultima sua opera.

Dal dissenso al consenso, Vaclav Havel era uno degli uomini che tutti dovremmo provare ad essere. Non per diventare presidenti della repubblica o grandi drammaturghi, ma per difendere le nostre idee e dialogare senza evitare il conflitto, né sopprimendolo, ma accettandolo come fatto naturale e provando a trasformarlo in qualcosa di costruttivo.

Oggi, di uomini simili, non ce ne sono tanti. Dobbiamo darci da fare.

lunedì 12 dicembre 2011

Se Jovanotti e Monti potessero servire a qualcosa

Posso dire qualcosa di impopolare? A me, della manovra di Mario Monti, frega poco: nel senso che non la trovo così scandalosa (sebbene molto migliorabile) e che qualsiasi manovra di chiunque susciterebbe lamenti. A me frega anche poco di Jovanotti: nel senso che è un cantante che non amo e di cui mal digerisco gli atteggiamenti da predicatore.

Che c'entrano Mario e Lorenzo assieme? Molto. Perché a me frega della morte di oggi di Francesco Pinna, studente di 20 anni che per arrotondare faceva lavori pesanti come montare il palco del concerto che Jovanotti avrebbe dovuto tenere stasera a Trieste. A 5 euro l'ora. Quel palco è crollato e Francesco è morto.

Questo incidente cambierà qualcosa nel triste capitolo delle morti sul lavoro? Forse sì, se Jovanotti facesse un appello meno da predicatore, ma da uomo concreto, e se il ministro dei lavori pubblici del governo Monti intraprendesse azioni al riguardo. Ed entrambi farebbero qualcosa di utile per il paese, manovra (e canzoni) a parte.

domenica 6 novembre 2011

Rissho ankoku ron

Il Giappone del milleduecento spaventosamente simile all'Italia di oggi


Nel 1260 il monaco buddista Nichiren Daishonin scrisse il Rissho ankoku ron, letteralmente: adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese, destinandolo a un ex reggente ancora molto influente. Nel trattato, Nichiren ammonisce sul rischio che il Giappone, già coinvolto in un vortice di disastri, sarebbe totalmente fallito se i suoi governanti e le persone non avessero seguito l'atteggiamento corretto per vivere in pace e prosperità. Nichiren non venne ascoltato. Poco dopo, il Giappone fu invaso dai mongoli. Poco prima, il paese fu travolto da grandi calamità naturali.

L'Italia del 2011 è pericolosamente nella stessa situazione. Politica, internazionale e geologica. Non dobbiamo abasssare la testa. Non ce lo meritiamo.

mercoledì 26 ottobre 2011

Morire per gli altri

Sandro Usai, 40 anni, volontario della protezione civile, è morto cercando di aprire un tombino per far defluire la marea d'acqua che ha inondato Monterosso e altri paesi di Liguria e Toscana colpiti dall'alluvione.

Un uomo normale, che stava cercando di aiutare chi è in difficoltà. Ce ne sono ancora, per fortuna. E non per forza vogliono imbracciare un fucile e andare in Afghanistan.

Mentre il bilancio dei morti per l'alluvione si aggrava, alla Camera va in scena una gazzarra per le dichiarazioni di Fini sulla moglie di Bossi.

Il paese reale è quello che si rimbocca le maniche in Liguria e Toscana. Il paese che ci rappresenta litiga come ai tempi delle signorie feudali.

mercoledì 19 ottobre 2011

Il matrimonio è sempre garanzia. Anche per il mutuo

Dal Corriere della Sera: "Le giovani coppie sposate senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato avranno «una garanzia» dello Stato per accendere un mutuo sulla prima casa. È quanto si legge nella bozza del decreto sviluppo a cui sta lavorando il governo".

Gli altri, si fottano. Pur continuando a pagare le tasse, a vivere onestamente, a portare avanti questo paese di ingratutidine, di condoni e di diritti negati.

Chissà se le giovani coppie sposate lo devono essere anche in chiesa. Qualcuno ci avrà pensato. Qualcuno invece avrà protestato? Pd, Idv, Sel? Per ora non sento voci.

lunedì 17 ottobre 2011

Il Di Pietro di piombo

"Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′ contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”. Queste le parole della nuova icona della sinistra Tonino Di Pietro, dopo i gravi incidenti di Roma causati dai black bloc che hanno rovinato la manifestazione pacifica degli indignati.

Che cosa fosse la legge Reale, poi sostituita finiti gli anni di piombo, lo si può apprendere da Wikipedia. Che Di Pietro sia sempre quello delle origini, lo si capisce in questi episodi.

giovedì 13 ottobre 2011

Pippo Gianni e la pressione in aula

Ormai è ufficiale. Pippo Gianni è il mio idolo e quello di molti miei colleghi. Il deputato siciliano, ex Dc, Udc, ora nei Popolari di Calogero Mannino, ha dichiarato di essere assente quando il governo è andato sotto sul voto per il rendiconto dello Stato perché era andato a misurarsi la pressione.

Giuseppe Gianni detto Pippo, baffetti alla Ciccio Ingrassia, salì alla ribalta perché nel 2005, durante la seduta parlamentare sulle quote rosa promossa da Stefania Prestigiacomo, siracusana come lui, pronunciò la frase: "Le donne non ci devono scassare la minchia". Non si sa se dopo iniziò a suonare lo scacciapensieri.

Notevole anche il suo curriculum di arresti, accuse di legami con capomafia e indagini per voto di scambio. Quale migliore esempio di alleato di questo governo? Finché ne avrà convenienza. Un nuovo test per la pressione è sempre all'angolo.

giovedì 6 ottobre 2011

Come si dice Stay hungry? Forza gnocca

Steve Jobs è morto. Il "tiranno competente" passerà alla storia non soltanto per aver trasformato l'elettronica in oggetto di culto, ma per la sua visione della vita, o meglio la sua missione. Il suo "Stay hungry, stay foolish" detto agli studenti di Stanford è la sintesi perfetta, oggi postata in milioni di tweet e status.

Poche ore dopo la notizia, Silvio Berlusconi sintetizza all'italiana lo "Stay hungry, stay foolish" di Jobs in "Forza gnocca", che fa tanto divertire sia lui, sia il gruppetto di parlamentari che ridono e schiamazzano in aula. Una deputata del Pd li riprende e alcuni deputati leghisti le gridano "Fatti scopare, che è meglio!"

Think different.

martedì 4 ottobre 2011

Castelli martire della Padania

A volte la politica dà un po'alla testa. Sentite il viceministro Roberto Castelli alla Zanzara, a proposito delle frasi di Napolitano sulla Padania:

"Napolitano che dice 'il popolo padano non esiste' mi offende e mi fa paura. Si vede che per lui non esisto e sono un ectoplasma. Questo è molto inquietante. E' un attacco alla mia libertà ed è un avvertimento. Poiché non credo che il capo dello stato parli senza pensare a ciò che dice, secondo me sottintendeva: 'Se tirate fuori certi argomenti che a noi non piacciono vi scateniamo addosso la magistratura e vi mettiamo in galera'.

Ma non è finita: Castelli scomoda Voltaire per dire: Per me il detto 'non sono d'accordo con l'idea degli altri ma combatterò finché la possano esprimere' vale non solo con le parole ma anche con i fatti. Ho 65 anni e la mia vita l'ho fatta. Sarebbe una meraviglia finire come martire della Padania e poter avere un monumento in simil-bronzo nella piazza della mia frazione".

Per favore, Castelli, lasci stare: i martiri sono ben altri, se li ha studiati alle medie e al liceo. Sulla statua in frazione ho i miei dubbi, non essendo riuscito a farsi eleggere dai cittadini di Lecco.
"

venerdì 30 settembre 2011

Il potere logora anche chi ce l'ha

Questa è stata una buona giornata. Le firme per il referendum anti porcellum sono state 1 milione e 200mila. Ne bastavano meno della metà. Non tutti gli italiani hanno l'anello al naso e l'ha ricordato anche il presidente Napolitano, tagliando corto sulla Padania (seconda buona notizia della giornata).

Chi ha l'anello al naso, oltre ad avere varato il porcellum, alza la voce da vent'anni contro immigrati, omosessuali, meridionali, ma preferisce salvare un ministro indagato per concorso in associazione mafiosa. Il potere logora chi non ce l'ha, diceva Andreotti, ma anche chi ce l'ha e non sa come maneggiarlo. Gli Italiani se ne stanno accorgendo. Chi ha il potere no, ovviamente: arriva sempre dopo. A volte, purtroppo, quel dopo è dannoso.

giovedì 29 settembre 2011

I messaggi distensivi di Silvio

Silvio Berlusconi oggi compie 75 anni. Ne approfitta per inviare messaggi distensivi. Eccone alcuni, raccolti ieri sera durante una cena organizzata da Alessandra Mussolini:

"I magistrati che hanno ucciso Craxi ora hanno me come obiettivo".
"E' la storia che fa gli statisti. Sulla tomba di Togliatti non ci va mai nessuno, mentre ci sono 20mila persone all'anno che vanno a firmare il registro per Bettino".
"Io sono l'unico che può guidare l'Italia fuori dalle secche della crisi".

Vero. Godendosi la vecchiaia, ad esempio, che tanto non farà un giorno di gabbio. Lasciando spalare a noi la merda creata.

martedì 27 settembre 2011

A Monza corre anche Cicciolina

A volte ritornano. Cicciolina ci riprova e vuole tornare in politica fondando "un partito di tipo ottimista-futurista. Basta con i partiti del magna-magna, i voti pilotati, gli appalti e le corruzioni". L'indimenticabile Ilona Staller andrebbe "fra la gente, come al tempo dei Radicali, ad ascoltare i problemi" e sopratutto vorrebbe diventare sindaco di Monza. In Brianza secondo me sono già tutti con l'orecchio teso (e non soltanto).

"Farei diventare Monza una città eccitante! Ne ha tutte le potenzialità. Per esempio, se si trasformasse la Villa Reale in un lussuoso casinò arriverebbero soldi a palate per il Comune". Io avrei altre idee per la Villa, ma se penso che ora ci sono le sedi fantasma dei ministeri decentrati, meglio il casinò.

Lucio Battisti cantava la "Brianza velenosa". Cicciolina la vuole trasformare in godereccia. In tempi come questi, con una Nicole Minetti pagata migliaia di euro al mese in Regione, non ci trovo nulla di strano.

mercoledì 21 settembre 2011

Anche i Rem lasciano. Lui, no

"Un uomo saggio una volta disse: la saggezza è partecipare ad una festa e sapere quando è il momento di lasciare". Sono parole di Mike Mills, il bassista dei Rem che annuncia lo scioglimento a sorpresa della band del frontman Michael Stipe, il quale ha commentato: "Ce ne andiamo con grande senso di gratitudine, di compiutezza e di stupore per tutto ciò che abbiamo realizzato".

Poco fa, al Quirinale, Silvio Berlusconi ha incontrato Giorgio Napolitano. Il ministro Galan, a 8 e mezzo, ha esordito con questa battuta infelice: "Ho sentito Berlusconi dopo l'incontro al Quirinale e mi ha detto che rassicura gli italiani: il presidente della Repubblica non si è dimesso".

Chissà Mike Mills come commenterebbe. Io mi astengo. Thank you, Rem.

mercoledì 14 settembre 2011

Vietato sparire. Da Houellebecq a chiunque altro

Nella società dell'informazione in tempo reale, uno non può più farsi sentire per giorni manco se ti chiami Davide Valenti, figurati se ti chiami Michel Houellebecq e di professione fai lo scrittore di fama internazionale. Il nostro non si è presentato al ciclo di letture di un tour letterario tra Olanda e Belgio, a cui aveva accettato di partecipare mesi fa. La sua casa editrice lo ha contattato senza risposta. Allarme. Chi l'ha visto?

In poche ore, la casa editrice rassicura tutti: Houellebecq sta bene e non è scomparso. Non si sa (ancora) perché abbia disertato l'impegno. Molti siti, anche italiani, riprendono la notizia della sparizione. Fa fare molti click agli utenti.

Di sparizioni gli scrittori son maestri. Agatha Christie, per dire, aveva inscenato la sua che durò sei giorni, complice un'improvvisa amnesia. Rimase un mistero. Ma la domanda è un'altra: e se Houllebecq o Davide Valenti o chiunque altro volessero semplicemente per un po'di tempo farsi gli affari propri?

mercoledì 7 settembre 2011

D'Alema e Fini, il mare fa male

Weekend di mattanza per i politici appassionati di mare. Baffino D'Alema è stato accolto a Genova con il coro "Venditi lo yacht!" al quale lui ha risposto, con la solita sicumera, "L'estremismo è innanzitutto ignoranza". Definire estremismo un semplice coro, senza spranghe né molotov, mi appare eccessivo. Ma tant'è.

Dal velista D'Alema al sub provetto Gianfry Fini, che ci ricasca e dopo tre anni dalla sua immersione proibita a Giannutri, esibisce un bottino di pesca da denuncia, tra molluschi protetti e stelle marine. Complimenti anche a lui.

Il mare è una passione, d' accordo. Ma una bella vacanza in val Gardena come faceva Pertini no? A proposito di politici che erano di un'altra razza.

giovedì 1 settembre 2011

L'ultima intercettazione di Silvio

"Perché io...sono così trasparente..così pulito nelle mie cose...che non c'è nulla che mi possa dare fastidio..capito?..io sono uno..che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato...quindi..io sono assolutamente tranquillo...a me possono dire che scopo..è l'unica cosa che possono dire di me...è chiaro?..quindi io..mi mettono le spie dove vogliono..mi controllano le telefonate..non me ne fotte niente...io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei...da un'altra parte e quindi...vado via da questo paese di merda...di cui...sono nauseato...punto e basta".

Indovinate chi l'ha detto al telefono? Esatto. Il nostro premier ama l'Italia. Sempre di più. 

martedì 30 agosto 2011

I mutui della Ventura

Simona Ventura sarà contenta che nella manovra ter (a quando una quater?) la supertassa per i ricchi sia stata cancellata. Durante la conferenza stampa del nuovo X factor su Sky, ha così dichiarato senza pudore alcuno: “Da circa un anno riflettevo sul fatto che ero appesantita dai tre programmi Rai in contemporanea: L'isola dei famosi, Quelli che il calcio e appunto X Factor. Cominciavo a pensare che potevo fermarmi, ma di mezzo c'erano i mutui”.

Grazie Simona, a nome di tutti i precari che un mutuo (e non i mutui) non riusciranno mai ad accenderlo. Ma speriamo che "zio Rupert" Murdoch sia generoso con te.

mercoledì 17 agosto 2011

Santanché e i gay moderati

Ultime minchiate di Daniela in svendita


Mancava da un po' qualche minchiata di Daniela Santanché ed ecco che dopo ferragosto arriva, naturalmente a Klauscondicio. "Tutte queste robe qua, certi eccessi dei gay pride come anche il matrimonio di Paola Concia mi sembrano baracconate molto lontane dai gay moderati che sono la stragrande maggioranza della comunità, sono cose che danno fastidio". E se lo dice chi di baracconate se ne intende come lei, c'è da crederle.

Danielona fa poi la "clemente" verso Concia, che "è una donna capace e intelligente" e le suggerisce "di trovare altre strade più politiche, più indirizzate verso il perseguimento dei diritti individuali le sue battaglie e di non cedere a strategie autopromozionali". Anche qui, senti chi parla.

Infine, per Santanché "tutti i miei amici gay si sono sentiti completamente lontani e per niente rappresentati dal cosiddetto evento della Concia". Vorrei conoscere un amico gay di Santanché: come minimo penserà che Dolce e Gabbana dovrebbero fare i ministri dei beni culturali. Ne facciamo a meno. I "gay moderati" esistono e sono tanti, ma di certo non sono rappresentati da te, Daniela, che continui a sbandierare la parola moderato di cui non possiedi nulla.

giovedì 11 agosto 2011

Le tasse bellissime di Tremonti

Difficile, per tutti, fare il ministro dell'economia. La "ricetta" di Tremonti non convince nemmeno nel suo schieramento. A parte Bossi, che l'ha mezzo sputtanato, quattro parlamentari Pdl (Stracquadanio, Crosetto, Malan,  Bertolini) hanno diffuso un comunicato congiunto dal titolo "Tremonti a dir poco deludente", spiegando che il loro voto a favore del decreto non è affatto scontato e lamentando la ricetta "tasse, tasse e ancora tasse". Ma non era la buonanima di Padoa Schioppa che rischiò il linciaggio quando definì le tasse "bellissime?" Della "rivoluzione liberale" tanto sbandierata dal centro destra, al momento manco l'ombra. Forse perché tutti si fregiano della parola liberali, ma nessuno lo è.

lunedì 8 agosto 2011

Le "Taxi sisters" di Dakar

In un agosto ravvivato (diciamo così) dalla crisi finanziaria, nulla resta come sempre oltre alla cronaca nera, ai baci vip e alle sagre della porchetta. Per fortuna ci sono siti d'informazione come Lettera 43 (ma non soltanto) che pubblicano reportage interessanti, che faranno pochi click, ma danno il valore aggiunto al sito. Ad esempio, questo reportage sulle "Taxi sisters" di Dakar: donne taxiste il cui progetto doveva essere un fiore all'occhiello della capitale del Senegal e che oggi si barcamenano tra parecchie difficoltà, ma con tenacia.

QUI l'articolo di Lettera 43

giovedì 4 agosto 2011

Dopo di lui, il diluvio. Anche durante

Il discorso di ieri di Berlusconi in parlamento mi è sembrato identico a quelli di molti chairman (compreso il mio) di grandi aziende. La situazione è difficile, ma il gruppo è solido...la crisi è globale...abbiamo però fatto questo e quell'altro...e così via.

La platea accanto a Silvio era, se possibile, peggiore. Frattini dormiente e Tremonti irritato. Le borse, ha detto Silvio, sono come un orologio rotto. Infatti, le borse oggi hanno reagito con precisione da orologio svizzero. Sputtandandolo. Marcegaglia chiede che il governo non vada in ferie. Le parti sociali lo incalzano dall'altro fianco.

Ma lui, Silvio, nulla. Come ha scritto stamattina Massimo Gramellini, "se fosse un politico di professione, sparirebbe domattina per ricaricare le pile in vista della corsa al Quirinale. Ma lui si considera un napoleone e i napoleoni non vanno a casa. Casomai in esilio". Prima che, casomai, arrivi un ammutinamento. 

martedì 2 agosto 2011

Pellegrini, si nuota nel gossip

Il suo "triangolo" con Marin e Magnini batte le solite smargiassate di Corona and co. Buon segno?


Federica Pellegrini non è soltanto imbattibile in vasca, ma è una donna a metà tra la regina di cuori e la mantide religiosa. Il suo "triangolo" con Luca Marin e Filippo Magnini è ad oggi il re dei gossip estivi, tra pianti di Marin, risse tra i due contendenti, dichiarazioni di coscienza pulita di Federica e dichiarazioni di fiducia totale in Magnini (da parte della sua fidanzata). Il tutto aiutato dalla popolarità e soprattutto dal fisicaccio dei tre protagonisti.

Al di là del "chi se ne frega", la vicenda può, forse, fare da spartiacque del gossip, non soltanto perché coinvolge tre nuotatori, ma perché è la prima volta, da tempo, che i re delle cronache non sono Corona, Belen, Minetti, gieffini, lelemorine e corti dei miracoli varie. Almeno questi nuotatori si allenano e vincono medaglie, non salgono su un trono ogni pomeriggio su canale 5. Anche nel gossip il vento sta cambiando?

venerdì 29 luglio 2011

Rocco e Concita, la strana coppia

Per Rocco Siffredi la patata "tira" sempre. In un'intervista, il pornodivo più celebre dice che il suo sogno erotico è nientemeno che Concita De Gregorio, precisando, giusto per scansare gli equivoci: "Quello che dice non lo ascolto, ma la guardo. Un bel tipino. Intellettuale ma hot. Se facesse un film con me, le farei fare la protagonista”.
Chi ha intervistato Rocco? Ma Libero, ovviamente. Che strano, proprio uno dei due giornali che ha sempre rivolto offese sessiste a Concita. Ma intanto, quel che dice lei non lo si ascolta. Vuoi mettere con Siffredi?

martedì 26 luglio 2011

I fascismi di D'Alema

Voi del Fatto siete tecnicamente fascisti”. Così Baffino D'Alema a Luca Telese del Fatto quotidiano. Baffino inoltre ha aggiunto, togliendosi gli occhiali: "Sa, quando ero ragazzo, di solito, dopo che facevo questo gesto, l’interlocutore che si trovava al posto dove lei è ora, poco dopo si ritrovava con il naso sanguinante". La memoria corre ai servizi d'ordine del '68 e del '77.

E poi ancora: “Vede, io non parlo con chi si permette di mettere in dubbio la mia moralità. Non parlo con chi conduce una campagna infame contro il Pd e contro la mia persona. Non parlo con la stampa tecnicamente fascista: non parlo, quindi, con Il Giornale, con Libero, con Panorama e con il Fatto. Ovvero con i quotidiani che stanno cercando di infangare me e il mio partito”.

E "tecnicamente", che cos'è invece un atteggiamento del genere?

lunedì 25 luglio 2011

I 21 anni di Breivik

Tutti dicono sia una pena minima per il killer di Oslo, ma abbiamo guardato in casa nostra?


La Norvegia ha scoperto purtroppo gli attentati e il fondamentalismo, cristiano e xenofobo, in casa propria. L'attentatore di Oslo, Anders Breivik, è da oggi in tribunale e ostenta la stessa follia e sicurezza dei criminali di guerra alla Mladic, per intenderci. In comune hanno l'odio per i musulmani, seppur a latitudini diverse.

Sembra quasi un brutto sogno per il paese più ricco, tranquillo e tollerante del nord Europa, ma è davvero così oppure siamo noi drogati di terrore, terrorismo e scandali? La Norvegia non ha l'ergastolo e Breivik rischia fino a 21 anni di carcere, il massimo previsto dal codice penale norvegese. Tutti gridano allo scandalo. Sì, forse è poco, a parte il fatto che un uomo di 32 anni come lui uscirebbe dal carcere a 53. Detto ciò, prima di gridare allo scandalo vogliamo parlare dei pluriergastoli che son diventati col tempo libertà per, ad esempio, la strage di Bologna? Vogliamo parlare di Ustica? Vogliamo parlare di piazza Fontana? E, per uscire dalle stragi, vogliamo parlare del delitto Moro? O del delitto Alessandrini? Così, tanto per citarne qualcuno.


Rispettiamo un paese, la Norvegia, il cui premier, oggetto dell'attentato, ha affermato essere una società libera che continuerà ad esserlo. E pensiamo ai nostri misteri irrisolti o svaniti come un fiume carsico. Nonché alla nostra società che non è al momento nemmeno libera di far decidere ai singoli come morire. 

mercoledì 20 luglio 2011

Milano, la sindrome della provincia

Oggi la provincia di Milano (o almeno i suoi presidenti, attuali ed ex) è sugli scudi. In prima mattinata arriva la notizia delle indagini su Filippo Penati per corruzione e concussione nel'ambito dell'ex area Falck di Sesto S.Giovanni. In ballo tangenti da 4 miliardi di lire. Le indagini, se confermate, tornano a porre l'accento sulla questione morale nel Pd.

In tarda mattinata, arrivano invece le dichiarazioni di Guido Podestà, che con somma modestia e in tempi di critiche sui costi della politica, dice che lui ha un'auto blu più potente delle altre perché "sono il presidente della provincia". Citando il Marchese del Grillo, "io sò io e voi nun siete un c..zo".

La provincia fa (brutta) notizia. Un motivo in più per abolirle.

martedì 19 luglio 2011

Rai al peperoncino

Viva la Rai. Mentre riprende il solito valzer di nomi da piazzare nelle varie direzioni, si apprende dal Fatto quotidiano che la Rai ha deciso di annullare il tradizionale Cda del giovedì, anticipando tutte le decisioni a domani, pare (finalmente) anche su Report. Perché giovedì niente? Perché a Rieti c’è la fiera del peperoncino e il consigliere Guglielmo Rositani è impegnato nell’evento e si è prodigato con inviti a destra e a manca.

Pregasi astenersi per i nomi dei prossimi Cda rappresentanti di Pro loco, leader di comitati di difesa del chinotto di Savona e membri permanenti del consorzio per la tutela del Parmigiano Reggiano.

venerdì 8 luglio 2011

Il partito dell'amore

La storia di Milanese sotto richiesta di arresto ci fa gioco, così Tremonti si ammorbidisce e possiamo ammorbidire la manovra”. Parole di un anonimo (per ora) ministro a un giornalista. Non male come cinismo.

Berlusconi cazzia Tremonti e Calderoli. Bossi dà del bugiardo a Berlusconi. Galan dice che Tremonti è ordinario. Brunetta e Tremonti fan finta di far pace. Calderoli e La Russa si sbertucciano sulla Libia. Berlusconi decide che Alfano sarà il suo successore e Letta andrà al Quirinale. Formigoni fa sapere che le decisioni van prese diversamente.

Il partito dell'amore non è bello se non è litigarello. Ma, soprattutto, il governo marcisce, ma non cade. Di questo passo, palazzo Chigi diventerà Caporetto. Si salvi chi può.

giovedì 7 luglio 2011

Anziani che necessitano di brave badanti

"Io e la Fininvest non abbiamo bisogno di nessuna norma per salvarci". Lo dice Berlusconi, non pago della figura di merda fatta qualche giorno fa. Dopodiché, il cavaliere quasi inesistente scarica la colpa su Tremonti, che nel frattempo ha insultato Brunetta: CVETINO!

Silvio dice: "Non c'è nessun giallo, appena ho visto che si creava un caso, ho scritto una dichiarazione e ho fatto togliere la norma. E, soprattutto, non l'ho scritta io". Dice che Tremonti e Calderoli sapevano tutto. Infatti, puntualmente, pochi minuti dopo Calderoli ha ribadito di non saperne una mazza.

La cosa più triste della vicenda è forse ancora un'altra. Tutte queste affermazoni Berlusconi le ha dette alla presentazione del libro di Scilipoti. L'unico che se lo fili ancora. Manco più la Brambilla.

martedì 5 luglio 2011

Lo tsunami Matsumoto

Il ministro giapponese costretto a dimettersi dopo 9 giorni per alcune sue dichiarazioni offensive. In Italia dovrebbe andarsene mezzo consiglio dei ministri


In Giappone, il ministro Ryu Matsumoto, nominato 9 giorni fa responsabile per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, ha già rassegnato le dimissioni per le sue gaffes ritenute offensive e arroganti nei confronti delle vittime. Cavolo, un mandato record. Che cosa ha detto?

Per esempio che il governo aiuterà tutte le città che hanno delle idee, ma non chi non ne ha. Oppure, che essendo nato nel sud del Giappone non conosceva le zone colpite, che sono a nord est. O ancora, ha "cazziato" un governatore delle zone colpite arrivato in ritardo, dicendo ai giornalisti di tacere dell'episodio.

Vediamo un po', In Italia abbiamo un presidente del consiglio che dice che i pm sono un cancro, una sottosegretaria che lo corregge dicendo che sono una metastasi, un ministro della pubblica amministrazione che offende i precari, un ministro leghista che si soffia il naso con la bandiera italiana e alza il dito medio quasi come il gomito. Eccetera eccetera eccetera. Sono ancora tutti lì. Spesso si correggono dicendo che sono stati fraintesi. E questo basta. Lunga vita al sol levante.

lunedì 4 luglio 2011

Pecunia non olet. E il duce fa cassa

A Predappio l’economia gira grazie al “turismo fascista”. Anche se il comune che diede i natali a Mussolini è guidato dal centro sinistra. Il Fatto quotidiano riporta che, a parte gli ormai storici negozi di memorabilia per i nostalgici, il sindaco ha deciso dele vere e proprie operazioni di marketing mussoliniano. Ad esempio, esiste ora il "gelato del duce", che - come riporta Zaccariello sul Fatto - è di puro cioccolato fondente e "scurissimo, di colore quasi nero, in pieno stile fascista. E può essere addirittura abbinato a una crema alla vaniglia, denominata ‘crema anni Venti’".

Last but not least, l'amministrazione (di centro sinistra) di Forlì ha avviato un progetto culturale il cui fine ultimo è di far conoscere la città come "capitale" dell'architettura fascista.

Pecunia non olet, a sinistra quanto a destra. Meno male che in questo paese l'apologia del fascismo è reato. O forse non lo è più e non me ne sono accorto.

martedì 28 giugno 2011

Quando le corde si spezzano

Alla Lega va tutto male, anche il tiro alla fune VIDEO


Certo che di questi tempi alla Lega non ne va bene una. Il Carroccio ha perso in molti comuni del Nord. Non parliamo soltanto delle grandi città, ma ad esempio di tutto l'arcipelago dei comuni lombardi che finiscono con "ate" e che da sempre sono serbatoio di voti leghisti. A Pontida, il gran capo Bossi abbaia, ma non morde e tira a campare prendendo non soltanto più applausi dai suoi. Come se non bastasse, sul Ticino è stato organizzato un tiro ala fune tra la sponda piemontese e quella lombarda, una di quelle cose che tanto piacciono al popolo leghista che crede di essere imparentato con Highlander. Bene, nel momento clou la fune si spezza e i lombardi ruzzolano. Ci sono parecchi video in stile Paperissima al riguardo.

Manco più le corde leghiste resistono e si spezzano. Sarà un segno? Thor, rispondi a Borghezio.

mercoledì 22 giugno 2011

Ministre mignotte, parola di Bisignani

La conosci la ministra rossa, quella del turismo?”

“No, è una stronza, brutta, un mostro, mignotta come poche, la più mignotta di tutte


Questa è una risposta di Luigi Bisignani al figlio Renato che, da ventenne arrapato, gli ha chiesto un parere su Michela Brambilla.


Non so voi, ma a me questa storia della P4 comincia a piacermi di gusto.

lunedì 20 giugno 2011

Borghezio, l'Heider al tartufo

"Siamo alla svolta. Dell'Italia non me ne frega un cazzo. La Padania è più viva che mai, basta vedere qui a Pontida". Così Mario Borghezio dal luogo dove la Lega ha celebrato il suo consueto ritrovo tra il solito folklore e una stavolta nuova aria di smobilitazione, che lui ovviamente non coglie.

Credimi, Borghezio, a molti di noi frega altrettanto un cazzo di te. Stai sereno. Purtroppo però fai parte dei politici italiani più pagati, ossia gli eurodeputati. Quindi qualcosa di te ci frega. Non so a Bruxelles come facciano ancora a farti entrare. A St.Moritz hanno pensato di accompagnarti alla porta. Lo farei anch'io, destinazione l'Aja, ad esempio, da Ratko Mladic, che per te è un patriota. Avrete sicuramente tanto da raccontarvi voi due insieme. Potrebbe però avere per te lo stesso disprezzo che ebbe per le migliaia di persone massacrate a Srebrenica: non pensare che per lui ci sia molta differenza tra loro e un Heider al tartufo quale tu sei. O, come recita la scritta nella foto, un "piciu d'guma", termine torinese che ben conosco e che ben conosci. Credo sia facilmente interpretabile anche in altre regioni.

giovedì 16 giugno 2011

Interessi a parte


La legge sul conflitto di interesse non fu fatta perché ”si decise di provare a fare una riforma istituzionale attraverso una bicamerale e quindi fu messa da parte. Su questo non solo faccio autocritica ma dico che addirittura che rimane una delle colpe maggiori del centrosinistra”. Lo ha detto Waterloo Veltroni per La storia siamo noi di Minoli.

Sempre Veltroni dice: ”E’ passato il tempo necessario per parlarne tranquillamente". Chissà se Baffino D'Alema, che della bicamerale salva Silvio fu la vestale, la pensa tranquillamente allo stesso modo.

mercoledì 15 giugno 2011

La parte peggiore

Fino ad oggi pensavo che la parte peggiore di questo paese fossero, ad esempio, i mafiosi e chi fa affari con essi. Oppure gli evasori fiscali. Oppure gli usurai. Invece scopro dal ministro Brunetta che la parte peggiore dell'Italia sono i precari, che lui ha offeso a un convegno.

C'è un limite a tutto. Speriamo di staccare la spina in fretta, perché qui si sta andando verso derive da fine regime. Dove tutto, purtroppo, può accadere.

martedì 14 giugno 2011

Il referendum continua

Il risultato è stato per certi versi sorprendente. Ma ora tocca difendere gli esiti


Gli italiani non hanno l'anello al naso e l'onda che ha investito il paese dalle elezioni comunali è proseguita con i referendum. In molti, anche a destra, hanno votato. In molti, anche a destra, stanno riflettendo e affilando le lame, perché come ha detto Calderoli "siamo stufi di prendere sberle". Alcuni irriducibili, Paniz in testa, continuano invece ad andare avanti per la loro strada e, annullato il legittimo impedimento per il Caimano, puntano sulla prescrizione breve.

Giovanni Valentini su Repubblica scrive: "La partita non è finita qui. Il popolo del Sì dovrà vigilare sull’energia nucleare, sull’acqua pubblica e sulla legalità, per impedire che il Palazzo riesca a eludere il verdetto delle urne. Dopo la vittoria nel referendum, occorre una mobilitazione permanente per garantire il pieno rispetto della volontà popolare. Il primo obiettivo sarà probabilmente proprio la legalità. Se il governo tenterà di sostituire il legittimo impedimento con la prescrizione breve, o con qualsiasi altro marchingegno giudiziario per evitare che il premier risponda alle accuse della magistratura, bisognerà tornare in piazza a manifestare e a protestare. Il referendum continua".

Perché in Italia, come sempre, nulla è come sembra.

venerdì 10 giugno 2011

Bentornato Corrado

Corrado Guzzanti torna stasera sul piccolo schermo con Aniene su SkyUno. Questo è un video pubblicato su Repubblica Tv dove Corrado "traduce" lo spot per non udenti relativo ai referendum del 12 e 13 giugno. C'è da ammazzarsi dal ridere. Preferirò sempre lui a Sabina, senza offesa.

VIDEO

giovedì 9 giugno 2011

Gaga Omo Fobia

La cantante all'Europride fa paura a Binetti


Lady Gaga fa paura alla politica italiana, o meglio all'Opus Dei. Paola Binetti tuona contro la presenza della cantante all'Europride di Roma. Motivo? Potrebbe insultare il santo padre. Ecco le parole della senatrice al cilicio.

Qualora Lady Gaga dovesse insultare il Papa, chi l’ha invitata se ne dovrà assumere la responsabilità. Quella di puntare su idoli molto trasgressivi non è un’operazione nuova e, fino ad ora, non ha portato a granché perché si scontra con una mentalità e una sensibilità diverse. Credo che invece vada conciliato il fatto di voler chiedere che si presti attenzione al grande tema dei diritti umani col fatto che, nel chiederlo, si sia anche rispettosi dei diritti umani degli altri”.

Certo. Detto però da chi, come Binetti, parla di omosessualità come devianza, non si capisce di che rispetto di diritti umani parli. Stipendiata da noi per un seggio al parlamento per parlare soltanto di omofobia. Parafrasando Gaga, da Poker face a Faccia di bronzo.

mercoledì 8 giugno 2011

Intervista a me stesso

Copio spudoratamente un post di Matteo Bianchi che utilizza la rubrica di D La Repubblica delle donne intitolata "D lo chiede a...". per fare un’intervista immaginaria. Così anch’io, come lui, ho già un’intervista pronta qualora un giorno mai me la chiedessero. Stasera è il momento dell’autostima. Abbiate pietà.

D LO CHIEDE A... Davide Valenti
A 13 anni cosa voleva fare?
Credo il chitarrista
Ha il potere assoluto per un giorno: la prima cosa che fa?
Eliminare tutte le frontiere
Se la sua vita fosse un film chi sarebbe il regista?
Il Giordana de La meglio gioventù
All'inferno la obbligano a ascoltare sempre una canzone: quale?
Non credo all’inferno, ma per torturarmi la scelta è ampia: Britney Spears, Pausini, Ramazzotti, Ligabue, Shakira…vado avanti?
Cos'ha imparato dall'amore?
Che è dentro di noi e quando lo manifestiamo, ne riceviamo altrettanto
Nel migliore dei mondi possibili dovrebbe essere abolita la parola?
Discriminare
Oggi cos'è un tabù?
Una sciocca, ma resistente superstizione
Una cosa che non ha mai capito della gente?
La gente siamo noi, quindi non ha senso tirarsene fuori. Certo che, ad esempio, capire davvero perché ci siano gay che votano per partiti omofobi mi è molto difficile
Come si immagina il paradiso?
Non ci credo, quindi non lo immagino
La sua casa brucia: cosa salva?
La mia micia, i cd e ovviamente il gohonzon (la pergamena per recitare il mantra buddista, ndA.)
Le rimangono 12 ore di vita: cosa fa?
Un’ora di mantra e tutte le altre 11 insieme a Darko, uniti come una persona sola
La volta che ha riso di più?
Ce ne sono molte, sempre legate a giornate o serate con amici
La vera differenza tra un bambino e un adulto?
In fondo, forse soltanto il linguaggio
Il suo più grande fallimento?
Essermi nascosto per non essere visto e aver perduto delle opportunità
Una cosa che voleva e non ha avuto?
La statura
Come spiegherebbe a un bambino cos'è la felicità?
Pedalando per qualsiasi città o luogo e facendogli osservare quante cose meravigliose si incontrano per strada, se si hanno dentro di noi la gioia e il desiderio di saperle vedere

Vieri e Corona, i senza vergogna

La rissa tra i due dopo una frase sui "giochini" di Corona a Lele Mora. La Milano da buttare


A Milano il vento è cambiato, ma certi personaggi ancora sopravvivono, pur sprofondando nel ridicolo. Fabrizio Corona e Bobo Vieri si sono presi a botte al compleanno a sorpresa di Claudia Galanti, con ospiti altri "vip" quali Belen, Aida Yespica, Ana Laura Ribas, Rossano Rubicondi. Un parterre de roi: la crema di Isola, Striscia e Bagaglino. Provate a immaginare le conversazioni.

Chi abbia avuto la peggio tra i due ancora non si è capito. Ma la frase che ha scatenato la rissa è stata quella che Vieri ha rivolto a Corona e che suonava come "Torna a fare i p....... a Lele Mora". Il Corona offeso nella sua virilità ha reagito. Belen ha gridato "Bastaaaaa!" ed è scappata terrorizzata. Si attende chiarimento in diretta da Barbara D'Urso.

martedì 7 giugno 2011

I master di Beatrice Borromeo

La nipotina di Marta Marzotto informa i lettori del Fatto che andrà a fare un master alla Columbia. Chissà che annuncio farà quando si sposerà


Beatrice Borromeo, nipotina terribile dell'altrettanto terribile nonna Marta Marzotto, creatura tv di Michele Santoro e tenutaria di un blog sul Fatto quotidiano, saluta i lettori del blog con un messaggio da ultimo giorno di liceo prima delle vacanze estive. Ecco come incomicia:

"Non si scrive mai dei fatti propri, ma faccio un’eccezione per salutarvi e ringraziarvi. Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro nella redazione di via Valadier: sono in partenza per un master di giornalismo alla Columbia University che durerà qualche mese". Ah beh, grazie per l'info. Perché vai lì, Beatrice? "Quando si lavora in un posto come il Fatto Quotidiano, ci si pensa due volte prima di imbarcarsi in un’altra avventura. Io ci ho pensato venti volte, ho chiesto consigli, ho deciso di andare e poi di restare, ho cambiato idea in continuazione. Poi ho scelto di partire perché credo che questo master mi servirà per diventare più brava e poter contribuire di più a questo giornale".

Sembra una pagina di Cioè e invece è una pagina web del quotidiano più amato/odiato e temuto d'Italia. Il Fatto è bello perché è vario. Vi risparmio il seguito da libro Cuore di Beatrice. Anzi, no. Un pezzettino ve lo allego.

"Ho incontrato colleghi che, lo dico senza retorica, non sono solo grandi professionisti, ma anche persone di valore. Gente pronta a tornare dalla corta, a lavorare di domenica, e trascurare la propria vita al di fuori della redazione perché crede in un certo tipo di giornalismo". Cazzo, ecco l'arcano: non sarò mai un buon giornalista perché non sono pronto a "tornare dalla corta". Peccato non essermi iscritto prima al master della Columbia. Bye bye Beatrice.

lunedì 6 giugno 2011

La sindrome di Waterloo (Veltroni)

Il suo nuovo libro, che tanto per cambiare parla di disgrazie


Non sono né un lettore, né tantomeno un fan del Giornale, ma il pezzo di Luigi Mascheroni che ha riportato Dagospia sui libri di Waterloo Veltroni, sempre collegati a qualche disgrazia, non potevo ignorarlo.

Il nuovo libro di Waterloo, scrive Mascheroni, "col titolo rassicurante L'inizio del buio, racconta le morti parallele, nell'Italia del 1981, di Alfredino Rampi, sparito nel pozzo di Vermicino, e di Roberto Peci, fratello del terrorista pentito Patrizio, rapito e giustiziato dalle Brigate Rosse. Sursum corda. Le sciagure sono un genere letterario. Infilarne una dietro l'altra è un talento".

Già, perché Veltroni ci aveva già rallegrati l'anno scorso con il monologo Quando cade l'acrobata, entrano i clown, che rievoca la tragedia dell'Heysel. E poi, come ricorda sempre Mascheroni, "la calamità bibliografica di Veltroni, del resto, conta anche due saggi. La biografia di Luca Flores, grande pianista immeritatamente dimenticato. Morto suicida. E uno studio critico dei discorsi del proprio politico di riferimento, Robert Kennedy. Come noto ammazzato a Los Angeles con due colpi di pistola". Waterloo, del resto, ha anche tentato un progetto nato quasi morto, ossia il Pd, anche se forse ora (se lui e Baffino D'Alema non interverranno più di tanto) potrebbe rinsavire.

venerdì 3 giugno 2011

In Belgio la linea più corta tra due punti è un arabesco

La battuta di Flaiano stavolta non è dedicata all'Italia. Guardate cos'hanno combinato vicino a Liegi


I francesi son tremendi con le loro barzellette sul Belgio, ma se i belgi continuano così se le meritano tutte. Prego notare la ristrutturazione della "bella via" tra Braives e Moxhe, nella provincia di Liegi, cinque chilometri che sono stati ribattezzati "via della vergogna": 250 segnali stradali e 27 isolotti costati 300mila euro. Roba da italiani, invece stavolta non c'entriamo. Cominciamo a dubitare del perché in Belgio non si riesca a fare il governo da ormai 400 giorni o forse più.

Ecco il video della "strada più pazza del mondo".

mercoledì 1 giugno 2011

Il sole che ride

La cassazione dà l'ok ai referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento. Ora tocca a noi


Il vento è cambiato e il sole ride. Dopo i risultati delle amministrative, arriva l'ok della cassazione per i referendum del 12 e 13 giugno. Andiamo a votare e a votare sì per superare il quorum e continuare a dire la nostra. Libertà, cantava Gaber, è partecipazione.

Nella foto Claudio Santamaria che insieme a molti altri artisti ha posato per Greenpeace contro il nucleare in Italia.

Ma i referendum del 12 e 13 non sono soltanto nucleare: sono acqua e legittimo impedimento. Vi pare poco?

martedì 31 maggio 2011

Tutta colpa di Pisapia

L' "onda arancione" che ha investito Milano e l'Italia. Il ruolo fondamentale del web. La calma mai perduta di fronte agli attacchi beceri che si sono trasformati in boomerang

Confesso, non ho più scritto per ragioni scaramantiche ed ora, da ieri sera, posso riprendere.

Giuliano Pisapia non ha sbagliato nulla. Non è caduto nelle provocazioni ridicole di Zingaropoli, Milano mecca dei gay, stanze del buco e altre sciocchezze. Non si è piegato all'avversario, né lo ha deriso. Ha semplicemente risvegliato una grossa fetta di città che era come anestetizzata da vent'anni di centro destra e di promesse mai mantenute. E ha creato, giorno dopo giorno, un' "onda arancione" diventata negli ultimi giorni irresistibile.

Mai era successo che piazza Duomo si riempisse più volte per un sindaco che tutti, oramai, chiamano Giuliano. Se Letizia Moratti ci ha messo del suo per perdere e i suoi colleghi le han dato una grossa mano, Giuliano al contrario è andato avanti ad ascoltare le persone, cosa che Moratti naturalmente, essendo sindaco da salotto (e da "cricca del cemento") non ha mai fatto.

E poi la rete. Questa è stata una campagna elettorale dove il web è stato determinante. La squadra di Pisapia lo ha capito da subito, Stefano Boeri - suo avversario alle primarie - ha dato una mano enorme e, secondo me, una gran lezione ai burocrati del Pd che se rimangono a scribacchiare teorie nel loft di S.Anastasia è meglio per tutti. E il popolo della rete ha risposto alla grande, ridicolizzando le offese assurde degli avversari, sbeffeggiando Red Ronnie, inventando la favola di Sucate e gli aneddoti "Tutta colpa di Pisapia" e così via.

L' "onda arancione" ha investito tutta Italia e i risultati sono quelli che conosciamo. Il vento è cambiato davvero. Sta a Pisapia e a tutti noi continuare a cavalcarlo. Oggi però io, milanese da sette anni, posso dire che questa è la mia città e Giuliano è il mio sindaco.